È un gesto che facciamo decine di volte al giorno: ci giriamo per controllare la corsia, per guardare dietro mentre facciamo retromarcia o semplicemente per prendere la borsa dal sedile posteriore. Spesso, però, questo movimento è accompagnato da un “pizzico” fastidioso alla zona lombare o da un senso di rigidità che ci costringe a usare solo gli specchietti.
Nella Rehab Science, c’è una spiegazione anatomica molto chiara: la tua colonna lombare (la parte bassa della schiena) non è progettata per ruotare.
In questa sedicesima e ultima settimana del nostro percorso di marzo in Mitolab, scopriamo come “dividere” il lavoro della schiena per muoverci senza rischi.
La verità anatomica: Chi ruota e chi no?
Se guardiamo alla struttura delle nostre vertebre, scopriamo una gerarchia precisa:
Zona Lombare: Le sue vertebre sono massicce e fatte per sostenere il peso. Hanno una capacità di rotazione limitatissima (circa 5 gradi in totale).
Zona Toracica (Dorsale): È qui che risiede la vera mobilità rotatoria. Le vertebre della gabbia toracica sono progettate per permetterci di girare il busto.
Il dolore nasce quando la zona toracica è rigida. In quel momento, il cervello chiede alla zona lombare di “barare” e fare lei la rotazione che manca sopra. Risultato? I dischi intervertebrali vengono sottoposti a una forza di torsione per cui non sono costruiti.
La Soluzione Pilates: L’effetto “Cavatappi”
Nel Pilates, l’esercizio dello Spine Twist ci insegna la strategia corretta per ruotare in sicurezza. Il segreto risiede in un concetto chiamato allungamento assiale.
Immagina un cavatappi: non puoi girare la leva se prima non hai “puntato” e creato una trazione verso l’alto. Se provi a ruotare la schiena mentre sei “insaccato” sul sedile dell’auto, schiaccerai i dischi. Se invece prima crei spazio tra le vertebre, la rotazione avverrà senza attriti.
L’esercizio: Lo Spine Twist (Torsione della colonna)
In studio lavoriamo su questo schema motorio per renderlo automatico:
Crescita: Immagina un filo che ti tira dalla sommità della testa verso il soffitto.
Ancoraggio: Il bacino deve rimanere fermo come se fosse cementato al sedile. La rotazione deve partire dalle costole, non dai fianchi.
Espiro e “Strizza”: Mentre ruoti, butta fuori l’aria. L’espirazione aiuta ad attivare gli addominali profondi che sostengono la colonna come un corsetto rigido durante la manovra.
Il Consiglio Pratico di Mitolab in Auto
La prossima volta che devi fare retromarcia o girarti verso il sedile posteriore, segui questa sequenza:
Non farlo a freddo: Prima di girarti, fai un respiro profondo e senti la colonna che si allunga contro lo schienale.
Usa le braccia: Se ti giri verso destra, usa la mano destra sul sedile del passeggero per aiutarti a distribuire la rotazione su tutta la schiena, non solo su un punto.
Espira durante il punto critico: Il momento in cui ti giri di più deve coincidere con la tua espirazione. Questo protegge i tuoi dischi intervertebrali dalla pressione interna.
Conclusione
Chiudiamo questo mese dedicato al “Pilates fuori dal tappetino” con una consapevolezza fondamentale: il dolore non è quasi mai causato da un singolo movimento “sbagliato”, ma dalla mancanza di strategia del nostro corpo.
In Mitolab Adelfia, il nostro obiettivo non è solo farti eseguire esercizi coreografici, ma darti gli strumenti scientifici (grazie ai principi della Rehab Science) per gestire il tuo corpo con efficienza, sicurezza e, finalmente, senza dolore.
Senti la schiena bloccata quando guidi? Se la tua rotazione è limitata o dolorosa, non ignorare il segnale. Potrebbe essere necessario sbloccare la mobilità del torace per liberare la tua zona lombare. Ti aspetto in studio per iniziare a muoverti di nuovo in totale libertà.





