Quante volte al giorno ti allunghi per prendere un bicchiere dallo scaffale della cucina, per riporre una valigia o semplicemente per infilarti un maglione? È un gesto banale, quasi automatico. Eppure, per molte persone, questo movimento è accompagnato da una fastidiosa “strizzata” alla bassa schiena o da una tensione immediata al collo.
Nella Rehab Science, questo è un classico esempio di compenso motorio. Se le tue spalle sono rigide o il tuo torace è bloccato, il corpo cercherà una “scorciatoia” per arrivare più in alto: inarcherà la zona lombare.
In questa quindicesima settimana del percorso Mitolab, scopriamo perché il segreto per braccia libere risiede paradossalmente nel controllo del busto.
La trappola dello scaffale alto
Il problema non sono quasi mai le braccia troppo corte. Il problema è che, quando portiamo le mani sopra la testa, le nostre costole tendono a “sparare” in avanti e in alto.
Questo movimento, che nel Pilates chiamiamo perdita del Rib Cage Placement (posizionamento della gabbia toracica), causa un effetto a catena:
L’addome si rilassa: Il “corsetto” naturale si spegne.
La schiena si inarca: Le vertebre lombari vengono schiacciate l’una contro l’altra.
Il collo si irrigidisce: Per cercare di stabilizzare la testa in una posizione diventata precaria.
La Soluzione Pilates: Chiudi le ante dell’armadio
Il controllo delle costole è uno dei pilastri fondamentali del metodo Pilates. Immagina che la tua cassa toracica sia composta da due ante di un armadio: quando allunghi le braccia, l’obiettivo è mantenere quelle ante socchiuse, senza permettere loro di spalancarsi.
Mantenere le costole “connesse” al bacino permette alla colonna di restare lunga e protetta, costringendo le spalle a fare il loro vero lavoro di mobilità senza chiedere aiuto alla schiena.
L’esercizio fondamentale: Arm Arcs (Archi delle braccia)
In studio utilizziamo questo esercizio per rieducare il sistema nervoso a dissociare il movimento delle braccia da quello del tronco.
Come farlo: Sdraiati a terra con le ginocchia piegate. Porta le braccia verso il soffitto e poi, lentamente, lasciale scendere oltre la testa verso il pavimento dietro di te.
La sfida: Il punto in cui ti fermi non è dettato da quanto le tue mani si avvicinano a terra, ma dal momento esatto in cui senti che le tue costole vogliono sollevarsi. Quello è il tuo limite di mobilità reale.
Il trucco del respiro: Espira profondamente mentre le braccia vanno indietro. L’espirazione aiuta il diaframma a scendere e le costole a “scivolare” verso il bacino, attivando naturalmente il tuo Core.
Il Consiglio Pratico di Mitolab
La prossima volta che devi raggiungere un punto alto, non “buttarti” verso l’oggetto.
Fermati un istante.
Butta fuori l’aria.
Senti le costole che scendono verso i pantaloni.
Allungati.
Noterai subito che la tensione alla schiena scompare e che il movimento delle braccia diventa più fluido e leggero.
Conclusione
Il Pilates non serve a fare bene gli esercizi sul tappetino; serve a insegnare al tuo corpo una nuova “grammatica” del movimento. Imparare a controllare le costole significa proteggere la tua colonna migliaia di volte al giorno, ogni volta che ti muovi nello spazio.
In Mitolab Adelfia, lavoriamo proprio su questa consapevolezza: trasformare gesti faticosi in movimenti efficienti e senza dolore.
Senti la tua schiena inarcarsi troppo spesso? Se hai la sensazione che le tue costole siano sempre “sporgenti” o se soffri di rigidità costante alle spalle, potremmo dover lavorare sulla mobilità del tuo torace. Ti aspetto in studio per ritrovare insieme la tua flessibilità.





